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Dieta iperproteica: funziona davvero?

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Tempo di lettura: minuti | Data: 28/01/ 2019

Parlando di dieta iperproteica, in generale, si potrebbe indicare qualsiasi regime alimentare che si basa su un aumento dellapporto di proteine intorno al 25% e una diminuzione di quello dei carboidrati che può arrivare anche molto al di sotto del 30%.

La dieta iperproteica chetogenica fu introdotta dal Prof. Blackburn negli anni 70 sulla scia della famosa Dieta Atkins dell’omonimo cardiologo che, dagli anni ’60, rimane uno dei riferimenti per diete dimagranti proteiche.

Negli anni successivi la storia della dieta proteica si arricchisce di diversi tipi di regimi alimentari per la perdita del peso basati sull’aumento dell’introito delle proteine, dalla Dieta Zona alla Low-Carbohydrate Diet per arrivare alla più recente e controversa Dieta Dukan.

Tra mode e campagne commerciali, spesso non supportate dalla scienza, la soluzione alle richieste di coloro che desiderano dimagrire, infatti, sono diete ad alto contenuto di proteine e con una quantità di carboidrati sempre più ridotta.

Il successo della dieta iperproteica e simili si baserebbe proprio sul fatto che tali regimi aiutano la perdita di peso ma non senza alcune criticità che richiedono, in primis, il supporto del Medico.

Conosciamo meglio la dieta iperproteica, tra pro e contro di un regime per il controllo del peso in auge da quasi 50 anni.

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con la dieta iperproteica

dieta proteica
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Dieta iperproteica: perché aumentando le proteine si favorisce il dimagrimento?

La dieta iperproteica, definita anche digiuno-proteico, è un regime alimentare che si basa sull’aumento della percentuale di proteine assunte con la dieta e la diminuzione di quella dei carboidrati.

In particolare, il Prof. Blackburn propose un preciso protocollo di digiuno dai carboidrati volto al raggiungimento di un bilancio azotato in pareggio, ovvero l’assunzione di proteine doveva essere in equilibrio con il consumo di aminoacidi e pari a 1,2 - 1,5 kg di peso ideale al giorno.

Si garantirebbe così il mantenimento della massa magra e allo stesso tempo verrebbe bruciata quella grassa in eccesso senza soffrire la fame.

Tali risultati sono la diretta conseguenza di azioni mirate sul metabolismo energetico da una parte e sul rapporto tra insulina e glucagone dallaltra.

#mettersinforma È possibile tornare in forma con la dieta iperproteica? La risposta la trovi in questo articolo.

Effetti sul metabolismo energetico

ciotola di frutta e misuratore glucosio

I carboidrati sono la principale fonte di energia per il nostro organismo in forma di glucosio. Il glucosio rappresenta anche il principale nutrimento del cervello.

In assenza di carboidrati il nostro organismo si orienta verso vie metaboliche che assicurino la sopravvivenza e, in primis, le normali funzioni del cervello, la centralina che governa tutte le funzioni del nostro corpo.

Quindi, in assenza di glucosio, il nostro organismo sfrutta i grassi di deposito attraverso la loro lipolisi o degradazione dei lipidi per ottenere energia e, in particolare, quella di cui ha bisogno il nostro cervello.

In pratica, si favorisce uno stato di chetoacidosi metabolica che attiva il dimagrimento senza fame.

Vediamo come.

Corpi chetonici? Nutrimento ed energia al cervello

I grassi con la lipolisi forniscono al cervello il nutrimento di cui ha bisogno, attraverso la formazione dei corpi chetonici.

I corpi chetonici sono sostanze acide che, in stati di emergenza dovuti all’assenza di glucosio, possono fornire al cervello fino al 70% dell’energia necessaria.

Consumando i lipidi si brucia di più

La combustione dei grassi favorirebbe anche l’aumento del metabolismo basale.

Sedata la sensazione di fame

I corpi chetonici in generale favoriscono la sensazione di sazietà e allo stesso tempo l’assenza di carboidrati limita la fame derivante dai picchi glicemici. In pratica, si dimagrirebbe senza soffrire di fame.

La massa magra non si tocca

Il corpo rimane tonico nonostante la perdita di peso, perché il bilancio azotato preserva i muscoli dal fisiologico consumo che generalmente accompagna il digiuno.

Evidenziamo subito che la dieta iperproteica non è la dieta chetogenica, sebbene entrambe sfruttino la lipolisi per favorire la formazione di corpi chetonici per garantire energia all’organismo e nutrimento al cervello.

La prima sfrutta i grassi di deposito come substrato per la lipolisi.

La Dieta chetogenica, invece, si basa sullaumento esagerato dellintroito di grassi per favorire la lipolisi e la formazione di corpi chetonici proprio dai lipidi che si mangiano.

La Dieta chetogenica è risultata inappropriata come regime dietetico dimagrante proprio per l’elevato consumo di lipidi rischioso per la salute cardiovascolare e generale dell’organismo.

Resta però una dieta terapeutica, indicata in alcune patologie importanti, come l’epilessia.

Quindi, i “pro” sono che si dimagrisce e, apparentemente, senza fatica. Siamo però sicuri che sia proprio tutto così rose e fiori?

Problemi della dieta iperproteica: i contro

La dieta iperproteica, sebbene sia ancora tanto blasonata, presenta dei limiti e delle criticità importanti.

Vediamo i contro di questa dieta dimagrante:

  • In primis, l’acidosi metabolica dovuta all’elevata concentrazione di corpi chetonici, ovvero acetone, acido acetoacetico e acido beta-idrossibutirrico, può favorire nausea, mal di testa, affaticamento mentale e alitosi
  • È un regime molto restrittivo e che, oltre alla riduzione dei carboidrati, può favorire sia la perdita di minerali, soprattutto potassio, sia problemi di crampi, debolezza muscolare, eccitabilità cardiaca
  • È un regime pro-ossidante, ovvero a lungo termine favorisce la produzione di radicali liberi
  • Essendo un regime dietetico ricco di proteine, favorisce fenomeni di putrefazione degli alimenti proteici a livello intestinale che portano a gonfiore addominale, meteorismo e stitichezza e a disbiosi e altre problematiche legate ad alterazioni della mucosa intestinale
  • Non può durare per un periodo lungo perché determina un sovraccarico renale dovuto all’eliminazione di un’elevata quantità di scarti proteici. Nonostante spesso si consiglierebbe di bere molta acqua proprio per ovviare al sovraccarico dei reni, non sempre basta! In realtà, il rischio di problematiche renali anche importanti non è da sottovalutare mai in tali regimi e il controllo del Medico è fondamentale
  • È un regime che non educa alla sana alimentazione, una volta raggiunto il peso ideale, generalmente i chili persi ritornano con gli interessi se non si è seguiti da un Medico che, step by step, regoli il ritorno ad un regime dietetico sano, vario e bilanciato
  • Le diete iperproteiche sono spesso accompagnate da una serie di integratori alimentari, per compensare eventuali carenze, e anche pasti iperproteici sostitutivi o proteine in polvere, per permettere il raggiungimento della quota proteica richiesta. Si tratta di una spesa economica da non sottovalutare
  • Confrontata con altri regimi ipocalorici e bilanciati per il controllo del peso, l’effetto è simile o minore e soprattutto potrebbe non durare a lungo, tanto da non giustificare la scelta di tanto stress metabolico!

5 consigli per scegliere la dieta iperproteica

giovane donna sceglie la dieta iperproteica

La dieta iperproteica, generalmente, potrebbe essere consigliata da unequipe medica per accelerare il metabolismo, ma sempre entro certi limiti temporali e in un protocollo di trattamento per il dimagrimento sviluppato da professionisti che monitorano e controllano il paziente.

Si tratta, infatti, di un regime dietetico fortemente sbilanciato e restrittivo che favorisce il dimagrimento attraverso delle scorciatoie metaboliche che sembrerebbero voler quasi confondere l’organismo.

L’organismo umano, però, non si lascia troppo raggirare da giochetti metabolici e, alla fine, inizia a inviare segnali per ritornare alla normalità, ovvero alla fisiologica funzione del suo metabolismo energetico, quella che da millenni favorisce la sopravvivenza della specie.

Si tratta di segnali che fanno stare male e, se non li si ascolta, ci possono essere reali rischi per la propria salute.

Ecco, quindi, 5 consigli utili per scegliere la dieta iperproteica in sicurezza

  1. Bere sempre molta acqua per eliminare le scorie del metabolismo proteico e anche per mantenere ben idratato l’intestino
  2. Mal di testa e sensazione di vertigini dovrebbero passare in pochi giorni. Se dopo tre giorni persistono, chiedi consiglio al Medico
  3. Una regolare attività fisica è sempre una valida compagna in qualsiasi tipo di dieta
  4. Non superare le 3 - 4 settimane: la dieta iperproteica non può essere per la vita!
  5. Ricorda che l’educazione a una sana alimentazione è fondamentale per mantenere il peso forma raggiunto con fatica. Dopo una dieta bisogna sempre sapere come e cosa mangiare per rimanere in salute e in forma evitando l’effetto yo-yo.

Infine, ricorda che il "fai da te" è sempre sconsigliato, soprattutto con diete restrittive e sbilanciate come quella iperproteica.

La mancanza della guida di un Dietologo e di un valido professionista della nutrizione favorisce approcci dimagranti mal gestiti che spesso garantiscono l’effetto yo-yo e, nel lungo termine, problematiche anche importanti per la salute.

Anche le persone che devono perdere quei 2 o 3 chili di troppo dovrebbero chiedere al Medico se tale regime per 2 o 3 settimane è adatto a loro. Non tutti possono seguire un regime dietetico così restrittivo!

Abbiamo approfondito la dieta iperproteica tra i pro e i contro che la caratterizzano per favorire una scelta consapevole. L’approccio consigliato è comunque sempre quello che vuole la guida del Medico per ovviare alle criticità e ai potenziali problemi di una dieta iperproteica non controllata e troppo duratura.

Scegli una dieta sempre in sicurezza per dimagrire in salute!

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